8 settembre 1474 - 2014
540 anni fa, l’8 settembre 1474, nasceva a Reggio Emilia Ludovico Ariosto, autore de “L'Orlando Furioso”, poema cavalleresco in ottave iniziato nel 1503-1504 e pubblicato per la prima volta a Ferrara nel 1516 in quaranta canti. Il poema viene poi pubblicato in altre due edizioni (1521 e1532), con l’aggiunta di altri 6 canti. Al di là della fama del suo “Orlando”, Ariosto fu uno dei più importanti commediografi e poeti italiani tra il XV e il XVI secolo ed è considerato mondialmente uno degli autori più influenti nella cultura del suo tempo, per aver rotto diverse tradizioni e canoni nella scrittura di fine Quattrocento e inizio Cinquecento.
Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto, che furo al tempo che passaro i Mori d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto, seguendo l’ire e i giovenil furori d’Agramante lor re, che si diè vanto di vendicar la morte di Troiano sopra re Carlo imperator romano.
Così inizia “L’Orlando Furioso”, che è la prosecuzione delle vicende de “L’Orlando Innamorato” del Boiardo e, più in generale, del ciclo bretone e di quello carolingio. La trama è molto articolata e stratificata e ruota attorno a tre filoni principali: gli amori di Orlando, Angelica e Rinaldo, la guerra tra l’esercito cristiano di Carlo Magno e i Mori, il motivo encomiastico per la casata ferrarese degli Estensi, sviluppato attraverso le figure di Bradamante e di Ruggiero. Per raccontarlo con le parole di Italo Calvino:
In principio c’è solo una fanciulla che fugge per un bosco in sella al suo palafreno. Sapere chi sia importa sino a un certo punto: è la protagonista d’un poema rimasto incompiuto, che sta correndo per entrare in un poema appena cominciato. Quelli di noi che ne sanno di più possono spiegare che si tratta d’Angelica principessa del Catai, venuta con tutti i suoi incantesimi in mezzo ai paladini di Carlo Magno re di Francia, per farli innamorare e ingelosire e così distoglierli dalla guerra contro i Mori d’Africa e di Spagna. … Intorno ad Angelica in fuga è un vorticare di guerrieri che, accecati dal desiderio, dimenticano i sacri doveri cavallereschi, e per troppa precipitazione continuano a girare a vuoto.
(da: Oralndo Furioso di Ludovico Ariosto raccontato da italo Calvino).
Gustave Dorè, “Astolfo in sella all’Ippogrifo alla conquista della Luna” (Canto XXXIV).



