Harvard Art MuseumsBoston, Harvard Art Museums
E’ opera di Renzo Piano il rinnovamento e ampliamento degli Harvard Art Museums, per accogliere l’enorme collezione di opere che nel corso dei suoi oltre quattrocento anni di storia una delle più prestigiose ed esclusive università americane ha accumulato grazie alle donazioni e ai riconoscimenti ricevuti dagli studenti che l’hanno frequentata. Una raccolta di più di 250.000 oggetti che fino a oggi erano divisi su tre sedi diverse – il Fogg Museum, il Busch-Reisinger Museum e l’Arthur Sackler Museum e che ora, grazie al nuovo edificio, trova una casa stabile.

Un progetto complesso che ha avuto bisogno di quasi dieci anni per la concezione e sei anni per la sua realizzazione, una revisione radicale travestita però da intervento non invasivo. Harvard ha tutto: una facoltà che ha sfornato fior fiore di premi Nobel, il più grande sistema bibliotecario privato del mondo, un alunno alla Casa Bianca, e un patrimonio superiore al PIL di gran parte dei paesi. Ma per gli ultimi sei anni ha dovuto fare a meno di un luogo per mostrare la sua arte. L’università più antica degli Stati Uniti ha intrapreso una profonda riorganizzazione dei suoi musei, fondendo tre istituzioni indipendenti in un’unica, grande nuova casa. Harvard Art Museums Harvard è stata sede di un museo d’arte dalla fine del XIX secolo. Ma i suoi spazi ristretti e le divisioni scomode dei vari istituti hanno fatto sì che non raggiungesse mai la statura di altri grandi musei universitari: quelli di Smith, Oberlin, UCLA e soprattutto Yale, la cui galleria ha riaperto dopo il progetto di espansione nel 2012. Riunire i musei in un unico edificio e riorganizzare la loro struttura curatoriale è stato un cambiamento necessario. I nuovi musei d’arte di Harvard - con un nome volutamente plurale, e che comprendono il museo principale il Fogg Museum, il Busch-Reisinger Museum, incentrato sull’arte germanica, e l’Arthur M Sackler Museum, sulle arti asiatiche - sono ora ospitati in un’unica grande struttura, con il doppio dello spazio degli edifici precedenti, oltre a teatri, sale per seminari, centri di studio e gallerie. I tre concetti fondamentali che hanno fatto da filo conduttore al progetto di Renzo Piano sono mostrare, insegnare e preservare. Il nuovo edificio ha come elemento portante il legno – di cui è stata scelta una varietà particolare proveniente dall’Alaska – che si incastona in due edifici preesistenti ed è sovrastato da un immensa piramide di vetro capace di dare luce e spazio a tutta la struttura. La parte superiore, grazie a enormi lucernari, gode di abbondante luce naturale e una vista invidiabile sul profilo di Boston. Piano ha tagliato il vecchio tetto dell’edificio e ampliato lo spazio in diversi modi, rivestendo i piani superiori con il vetro e inondando l’atrio di luce. Harvard Art Museums Solo il secondo e il terzo piano dell’edificio saranno dedicati alle esposizioni e all’accoglienza dei visitatori, mentre l’ultimo piano, quello più prossimo alla vetrata stessa, sarà riservato ai ricercatori e agli studiosi dell’Art Study Center. Il piano terreno, invece, costituisce un luogo di incontro suggestivo che richiama fortemente lo stile italiano – ribattezzato non a caso Piazza Montepulciano – dove tutti potranno transitare liberamente senza la necessità di alcun biglietto di ingresso. Il tesoro di Harvard, fino a ora poco conosciuto, è frutto dei doni fatti all’università da grandi mecenati come Rockfeller o Pulitzer ma anche da “comuni” studenti: si va dall’arte antica e quella “etnica” orientale e africana, da meravigliose opere di maestri come il Beato Angelico o il Bernini fino all’arte contemporanea di Mirò. Il nuovo complesso ha inaugurato al pubblico a metà novembre, dopo due settimane di continue cerimonie di apertura. Harvard Art Museums Nel 1999, Harvard aveva cercato di costruire un nuovissimo museo sul fiume Charles, ma il progetto fallì. Rinnovare gli edifici rimanendo all’interno nel campus era un lavoro ancora più complicato. Quindi si sono affidati a Renzo Piano, l’architetto genovese, che vive a Parigi e da poco insignito della laurea honoris causa ricevuta dalla Columbia University. Piano nella sua lunga carriera ha costruito due dozzine di gallerie d’arte, di cui 14 solo in America. Negli ultimi dieci anni ha inaugurato nuovi edifici come il Astrup Fearnley Museet di Oslo e il Nasher Sculpture Center a Dallas, mentre l’Art Institute di Chicago, la Morgan Library di New York e il Kimbell Museum di Fort Worth sono stati modificati da Piano con nuove tettoie di vetro, cortili elevati, tetti con luce modulante. Sempre a Boston, appena oltre il fiume Charles, Piano ha intrapreso una sensibile espansione del Museo Isabella Stewart Gardner. E la primavera prossima apre progetto più grande di tutti: il nuovo Whitney Museum of American Art di New York, un massiccio monolite bianco sul fiume Hudson.

Informazioni

www.harvardartmuseums.org

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