L’Aquila, 6 aprile 2009 - 6 aprile 2014
«Sono passati esattamente cinque anni dal terremoto che ha colpito L’Aquila e il suo territorio. In questo momento vogliamo unirci a quella comunità che ha tanto sofferto, che ancora soffre, lotta e spera, con tanta fiducia in Dio e nella Madonna». Con queste parole Papa Francesco oggi all’Angelus, in occasione del quinto anniversario della tragedia che ha colpito l’Abruzzo.
«Preghiamo per tutte le vittime: che vivano per sempre nella pace del Signore. E preghiamo per il cammino di risurrezione del popolo aquilano: la solidarietà e la rinascita spirituale siano la forza della ricostruzione materiale». Ha continuato il Papa, con un appello che fa seguito al saluto a suon di “Jemo 'nunzi” alla delegazione aquilana presente mercoledì scorso in udienza. All’Aquila, in 12mila hanno animato la fiaccolata partita intorno alle 23 di ieri, sopratutto giovani che sono stati i protagonisti della nottata di commemorazione. Al termine della fiaccolata, nel cuore del centro storico, uno dei simboli del terremoto del 6 aprile 2009, in una piazza Duomo che ha ancora visibili i segni della distruzione, nonostante i cantieri, alla presenza di migliaia di persone in un clima di grande commozione, si è svolto il momento più toccante della commemorazione, con la lettura dei nomi delle 309 vittime. “La ricostruzione dell’Aquila è soprattutto una impresa spirituale”. Così l’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Petrocchi, durante l’omelia della Santa Messa, celebrata mezz’ora dopo la mezzanotte nella chiesa delle Anime Sante. La commemorazione si è conclusa poco dopo le 3 e 32, ora della tragedia, con i 309 rintocchi alla memoria delle vittime. Purtroppo la ricostruzione fisica della città è ancora lontana. Anche San Celestino V se ne è dovuto andare dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, per trovare sistemazione nella Basilica Minore Romana di San Giuseppe Artigiano. Il papa del gran rifiuto è anche il papa sfollato, anzi il più illustre tra le migliaia di sfollati aquilani. Anche la casa di Celestino, Collemaggio, è in parte crollata, in parte a rischio crollo e dopo la chiusura della Basilica per ragioni legate alla staticità e sicurezza dell’edificio, nell’agosto scorso si era proceduto alla traslazione dell’Urna contenente le Sacre Spoglie di San Pietro Celestino al fine di poterle custodire e tenere esposte alla venerazione dei fedeli in luogo sacro sicuro e adeguato. Da allora Celestino V riposa in San Giuseppe Artigiano, nella cappella laterale a destra dell’altare maggiore, in attesa, come purtroppo tanti aquilani, di poter vedere rinascere la sua città.

