13 marzo 2014
“Il dovere del Conclave era dare un vescovo a Roma: sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo”. Così descrive la sua elezione Jorge Mario Bergoglio quando, appena diventato Papa Francesco il 13 marzo di un anno fa, saluta i fedeli e il mondo intero dalla loggia della Basilica di San Pietro.
Si compie oggi, 13 marzo, il primo anniversario da quando Jorge Mario Brgoglio è diventato Papa Francesco. I suoi messaggi - e i suoi stessi gesti - mostrano un tono lontano dall’astratto e molto vicino alla vita quotidiana dei cattolici e dei non cattolici. Fin dal giorno della sua elezione, Papa Francesco offre, in ogni apparizione pubblica, definizioni di una linea pastorale distante dai concetti teologici più astratti e vicina ai problemi quotidiani della Chiesa e della società.
Tutto è iniziato proprio il 13 marzo 2013 quando, nel crepuscolo romano, è apparso sul balcone della Basilica di San Pietro e ha invitato i fedeli a seguire insieme un cammino di fraternità, di amore, di fiducia reciproca. “Pregate per me” – ha detto papa Bergoglio – “E adesso incominciamo questo cammino, vescovo e popolo, il cammino della chiesa di Roma che presiede nella carità tutte le chiese. Un cammino di fratellanza, amore e fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro, preghiamo per tutto il mondo perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa che oggi cominciamo sia fruttuoso per la evangelizzazione” Poi, ai giornalisti che avevano seguito il processo elettorale, ha fatto appello per costruire “una Chiesa povera per i poveri”. Ha avuto molti messaggi diretti ai giovani, in particolare durante le Giornate Mondiali della Gioventù, che ha presieduto a Rio de Janeiro dal 23 al 28 luglio dello scorso anno, il suo primo viaggio all’estero.

Papa Francesco in Brasile - luglio 2013.
Un’altra visita di grande impatto è stata quella all’isola di Lampedusa, meta di migliaia di africani che arrivano in barche precarie, che spesso naufragano causando migliaia di morti. Lì, ha denunciato la “globalizzazione della indifferenza”. Con un linguaggio comune, molto vicino alla gente, con molti porteñismos (modi di dire del linguaggio parlato tipicamente a Buenos Aires), Francisco affronta anche le questioni della vita quotidiana. Il pettegolezzo, i danni causati dal denaro, la solidarietà, fanno parte dei suoi messaggi. La famiglia, i bambini, gli anziani, il matrimonio costituiscono senza dubbio preoccupazioni centrali di Francisco, così come il ruolo delle donne nella Chiesa. Fa appello ai suoi vescovi e sacerdoti a non chiudere le porte delle chiese a coloro che hanno peccato. Egli stesso ammette che si confessa ogni 15 giorni perché “è peccatore, come tutti gli altri”.
La sponatenità di un Papa vicino alla gente
L’Arcivescovo Emerito di San Paulo del Brasile, il cardinale Claudio Hummes, ha raccontato recentemente in un documentario per la Rai come in quella che viene chiamata la “Stanza delle lacrime”, dove si dice che piangano i papi appena eletti mentre si vestono , si iniziarono a vedere i primi segnali di Francesco, quando ha rifiutato di indossare la mozzetta rossa (la mantella di velluto rosso e bordata di ermellino), la croce d’oro o le scarpe rosse che erano già pronti per la sua uscita sulla Loggia centrale della Basilica di San Pietro. “Uscì dalla cappella così, con semplicità, con le scarpe nere con cui era arrivato da Buenos Aires. Non si sedette nel trono preparato e rimase in piedi per abbracciare uno a uno tutti i cardinali con una spontaneità meravigliosa” ha ricordato il card. Hemmens. La spontaneità di Francesco, che cammina davanti agli agenti di sicurezza - che gli rimproverano di essere indisciplinato - è una caratteristica che ha avvicinato il Papa alla gente. Ecco alcuni aneddoti del suo primo anno di pontificato. Nelle sue prime settimane come Pontefice, il portinaio della sede romana della Compagnia di Gesù, ordine a cui appartiene Bergolgio, è stato il primo a sentire la sua voce al telefono che gli chiedeva di parlare con il Superiore Generale per ringraziarlo della lettera inviatagli il giorno prima. “Buongiorno, sono Papa Francisco, vorrei parlare con il Padre Generale ”, ha detto Bergolgio. E il il portiere, come in seguito hanno rivelato gli stessi gesuiti, era sul punto di rispondere: “e io sono Napoleone!”. In Spagna, le Carmelitane di Lucena (Córdoba), mentre stavano pregando, hanno perso la chiamata di Papa Bergoglio che voleva augurare loro buona fine d’anno. “Che staranno facendo le suore che non possono rispondere?” è stato il messaggio che lasciato sulla segreteria telefonica il Papa, con cui hanno potuto parlare un paio d’ore più tardi. Da allora, le telfonate del Papa sono state innumerevoli. Come quella ricevuta dall’edicolante di Buenos Aires, Nicolas Schandor, a cui ha chiesto che non gli tenesse più da parte il giornale, perché si era trasferito a Roma o da un ragazzo italiano di 19 anni che gli aveva inviato una lettera. Anche suor Teresa, nel mezzo di una lezione che teneva in una quinta elementare, rispondendo al telefono ha sentito: “Sono il Papa, Papa Bergoglio!”. “Il Papa, il Papa mi chiama al telefono!”, ha esclamato davanti ai suoi alunni. Francesco chiamava per ringraziare l’invio di fotografie di bambini, vittime di cancro da inquinamento causato dai rifiuti tossici della mafia nella Terra dei Fuochi. Francesco non ha resistito neppure alla nuove mode fotografiche. Ne è prova l’autoritratto che si è fatto lo scorso agosto con un gruppo di giovani pellegrini italiani in visita alla Basilica di San Pietro. L’originale immagine, scattata con un telefono cellulare, è stata diffusa su Twitter dal giornalista Fabio M. Rogona, che l’ha chiesta in prestito al suo proprietario. Subito l’istantanea ha iniziato a circolare sui social network, generando un fenomeno virale. La semplicità di Francesco ha portato i fedeli a salutarlo e ad avvicinarsi a lui in modo naturale. Una mamma italiana ha portato il suo bambino di 19 mesi all’udienza generale, vestito come un piccolo papa in occasione del carnevale. Papa Francesco lo ha preso in braccio e lo ha baciato.

Un “piccolo papa” in braccio a Papa Francesco, 26 febbraio 2014.
In un’altra udienza, il Papa nota tra la folla di fedeli riuniti in piazza San Pietro un sacerdote argentino e lo invita a salire sulla papamobile. “Passavo da Roma per incontrare il Papa, ma è stato il Papa che ha trovato me”, ha detto Fabian Baez che svolge il suo lavoro nella parrocchia di Nuestra Señora del Pilar nel quartiere Recoleta di Buenos Aires.


